sono quasi emozionata…

Eccomi qui a scrivere su questo quadernetto abbandonato. Il pc è diverso, diversa la stanza intorno a me. Io sono diversa. Mi dispiace per quei due o tre che passeranno di qui ma non ho niente di importante da dire, niente di epocale, nessuna battutona sofisticata, neanche una osservazione intelligente. Solo una smania dentro che non capisco fino in fondo e che, ancora una volta, spero di capire qui. Fine del primo post.

Annunci

Pensiero tremendo

Ma che lo so io- fa la cassiera al cliente che mi precede- quando vanno via di casa impazziscono.

La cliente continua a mettere via la spesa senza rcommentare, lanciandole solo uno sguardo furtivo. La cassiera insiste: vuole una risposta.

Mi scusi sa- dice la cliente- ma di chi sta parlando?

Del mio ex marito. Bla bla bla vuol fare il ragazzino… bla bla bla…. quando mia figlia va da lui lui esce con gli amici e la lascia con la nonna… bla bla bla…

Sì, avete capito: era proprio lei

Centotrentacinque

Anche quest’anno maggio è passato. E, come di norma succede, è iniziato giugno. 135 sono i registri di classe che riportano la mia firma accanto alle materie fisica o matematica 135 annate di 135 classi diverse che si sono concluse con me che cercavo di dare il giusto voto, che cercavo di tenere la giusta posizione, che cercavo di mantenere la calma mentre scrivevo voti, assenze, giudizi, programmi. Qualche pizza con i colleghi per scordarsi di tutte le cose non fatte e di quelle che avrei voluto fare meglio. qualche buon proposito per l’anno prossimo. Molte cene con gli studenti da dimenticare, qualcuna da ricordare. Qualche discussione, un po’ di risposte poco carine e quella volta là che ho perso davvero la pazienza.

Ci vuole coraggio per riaprire ogni anno un nuovo registro di classe, per buttarci dentro insieme agli esercizi e agli argomenti svolti, nuovi progetti, nuove attese, nuove speranze per quei volti lì, sempre uguali e sempre diversi.

E’, in fondo, un atto di fede, riprovarci ogni anno.

Il venerdì santo è dato agli apostoli per far loro scoprire che ancora ponevano la speranza in se stessi.

Nonostante i miracoli, nonostante le tre tende, nonostante l’amicizia con Gesù.

Se ne sono andati, hanno rinnegato ma quando Gesù è tornato non ha fatto una parola di questo.

Mi ami tu?

Solo questo.

Mi sono iscritta ad un sito di fotografia. Non mi ricordo il nome. E nemmeno la pssw, ovvio, ma ho la mail contrassegnata da una stelletta che me li ricorda. Non so fotografare ma mi piacerebbe tanto saperlo fare e spesso mi ritrovo a guardre un pezzetto di relatà e a pensare: sapessi fotografarlo… A volte lo faccio ma i risultati non mi soddisfano mai. Vorrei comprarmi una reflex ma penso che non lo farò mai perchè non ho tempo di fare tutte le cose che mi piacerebbe fare. Ho scritto queste cose sul forum per presentarmi e poi ho scritto anche che scatto sempre in modalità auto anche se la mia macchina da la possibilità di determinare diaframma e tempi. Mi cacceranno, ma non importa. Mi dispiace solo per la mail con la stellina della quale mi chiederò tra un paio di anni il significato.

Ho scritto anche che non mi piace ritoccare le foto e non mi piacciono le foto ritoccate, non mi piace mettere in posa la gente o le cose e non mi piacciono le foto in posa. Mi piacciono le foto che colgono la bellezza in un attimo di realtà, quel particolare che nessuno vede, quell'istante che non tornerà più. E ho capito due cose: che nessuno mi commenterà perchè ho scritto troppe parole in un sito di immagini e che questo aspetto è un aspetto proprio mio che riguarda tutta la mia vita. Non mi piacciono le cose costruite, progettate, pensate: adoro le cose belle da sole. Il problema è che non tutte le cose da sole sono all'altezza di un tramonto. O forse è il mio sguardo che non vede?

PS La risposta al mio effluvio di parole, arrivata in diretta, è stata: Benvenuta Patrizia!! Ciao

Adoro i moderatori.

E' sempre così difficile comunicare. E forse nessuno può mettersi nei nostri panni, è vero. Ma una possibilità c'è. Lo so. Solo che non è scontata, non è banale. Cercarla è il lavoro della vita.

"Lo sanno tutti, e io non ne posso più degli sguardi di compassione, una compassione che in realtà non esiste. Nessuno può capire la sofferenza altrui. Quando le persone si trovano ad affrontare la catastrofe nella vita di un altro, si spaventano e provano l'irresistibile impulso di scappare. Non è una critica, la mia. Perché nessuno è in grado di mettersi nei panni… insomma, nessuno può farlo" Rimase seduta in silenzio, ma poi riprese: "Tutto questo crea un baratro tra me e gli altri"

  Marianne Fredriksson, Figlia adorata

Cassandra

Ho pianto, ho gridato, ho urlato. Niente. Che gli dei mi perdonino. Non ho adempiuto al compito che mi era stato assegnato. Non sono riuscita ad aprire gli occhi, a spalancare le menti, a mettere in moto le loro braccia e le loro gambe. Sono una donna inutile… che vede e non riesce a far vedere. Non ho difeso la mia città. Che gli dei mi perdonino.

Quante volte avrei voluto non vedere, non sapere. Quante volte ho chiesto agli dei: Perché? Perché? Perché mi avete dato questo dono di vedere se non riesco a muovere, a convincere, a squarciare l'oscurità degli uomini? Quante volte avrei voluto tacere… ma come avrei sopportato la colpa di cose sapute e non dette?

Ho creduto che le  parole portassero con sé la sventura, che fossero causa dell'avverarsi delle sciagure che preannunciavano… ma è possibile che gli dei seguano le parole di una povera donna?

Come sono entrata in questo buio non lo so. Non una fessura, una porta, uno spiraglio. Solo buio e gelide mura contro le quali ho sferrato colpi fino a ferirmi ed ho sentito il sangue caldo scorrere sulla mia pelle. Adesso non corro più, non grido più. Non so neanche se esisto più.

Domani mi chiederanno ancora.

Ma sono così stanca stasera… Forse le parole non avranno la forza di uscire, di combattere, di imporsi, di soccombere. Muta, lontana, guarderò la realtà come se fosse irreale.

Che gli dei mi perdonino.

Chi l'ha vista?

Il tempo che si passa su internet è tempo rubato alla vita, mi ha detto un amico giorni fa. Forse. ma qualcuno pensa che il tempo dello studio sia tempo rubato alla vita, o il tempo del lavoro; magari il tempo del servizio di leva, quando c'era. Qualcuno pensa che leggere o sentire musica sia perdere tempo; qualcuno pensa che la stessa cosa valga per il tempo dedicato alla preghiera; o magari alla palestra. Andare al cinema o a teatro è tempo rubato alla vita. Per qualcuno il divertimento ti allontana dalla vita. Per altri dormire è uno spreco di tempo. Per molti lavare, stirare, cucinare e fare le faccende è portare via tempo alla vita (infatti, appena si può, si cerca di farlo fare ad altri).

Ma… scusate: mi sono perso, anzi, ho perso la vita.

Dove si è nascosta?