sono quasi emozionata…

Eccomi qui a scrivere su questo quadernetto abbandonato. Il pc è diverso, diversa la stanza intorno a me. Io sono diversa. Mi dispiace per quei due o tre che passeranno di qui ma non ho niente di importante da dire, niente di epocale, nessuna battutona sofisticata, neanche una osservazione intelligente. Solo una smania dentro che non capisco fino in fondo e che, ancora una volta, spero di capire qui. Fine del primo post.

Pensiero tremendo

Ma che lo so io- fa la cassiera al cliente che mi precede- quando vanno via di casa impazziscono.

La cliente continua a mettere via la spesa senza rcommentare, lanciandole solo uno sguardo furtivo. La cassiera insiste: vuole una risposta.

Mi scusi sa- dice la cliente- ma di chi sta parlando?

Del mio ex marito. Bla bla bla vuol fare il ragazzino… bla bla bla…. quando mia figlia va da lui lui esce con gli amici e la lascia con la nonna… bla bla bla…

Sì, avete capito: era proprio lei

La vita e la nebbia

Sai cosa c’è? C’è che la nebbia ieri era davvero fitta, così fitta che non si vedeva il casello dell’autostrada e neppure le strisce bianche ai lati. Se perdevi i fari della macchina che ti precedeva non vedevi proprio niente. Avresti potuto essere ovunque. Gli occhi da soli si spalancano per cercare di vedere, ma non funziona. Quando sei immerso nella nebbia non puoi non sentirti solo.
Ma la sai una cosa?
La nebbia non lo sa.

vivere

A volte ti accadono cose bellissime. Impreviste ed imprevedibili. Doni del cielo. Ma non te ne accorgi, non subito, almeno, non capisci la portata. Altre volte ti cade letteralmente il mondo addosso : una cosa, anche questa imprevista ed imprevedibile, ti spezza il collo, ti toglie il fiato. Ma questa volta è brutta e questa volta te ne accorgi subito, nell’istante. E ogni istante che passa ti sembra un’eternità perché vorresti fare qualcosa per uscirne, perché sai che avresti già dovuto fare qualcosa. E ti agiti, come un folle, come un uomo in preda al panico, per toglierti di dosso quel peso, per rivedere la luce, per riprendere quella che che tu chiamavi vita, quella che prima ti sembrava così così e adesso ti appare come un sogno meraviglioso. Qualcuno ti dice di non agitarti, ché è peggio, ché ti fa consumare l’aria e l’energia che ti resta… ma tu niente, non credi a queste parole, pensi che non ti vogliano salvare, pensi che da qualche parte nel mondo ci dovrà pur essere qualcuno che ti salvi subito. Come nei film. Ma la vita non è un film, non è una serie tv dove in due puntate puoi morire, ammalarti guarire, sposarti e poi  divorziare. La vita è lunga, fatta di puntate in cui non accade niente. Niente altro che la vita. Puntate lunghe anni in cui tu devi stare a guardare il mattone che ti è caduto in testa. e a volte anche la tua testa che ti guarda dal comodino. Altre puntate invece sembra che non ci sia altro da fare se non scegliere se metterti in un angolo ad aspettare il mattone o metterti in strada a cercare qualcosa di imprevisto.

Post e post-it

Sono stufa dei diari di mamme, nonne, zie e cugine:  di sapere quando il piccolo piange la prima lacrima o mette il primo dentino o gattona la prima volta. Sono stufa dei food blog con le belle foto colorate di piatti perfetti, con i racconti della loro preparazione (ovviamente perfetta) Sono stanca dei post delle prof che sanno fare le prof solo loro, che amano i loro ragazzi e odiano gli incompetenti dei colleghi. Non ne posso proprio più di chi mette su un blog per convincere i passanti a credere in dio, o nel diavolo, o in berlusconi o in grillo. Scappo via a 100 all’ora dai blog con le ali di presunte adolescenti leziose che si sentono incomprese. Odio i blog delle casalinghe insoddisfatte in cerca di emozioni che non trovano più nelle loro quattro mura di muro vero.  Non sopporto chi scrive post per fare outing. (di qualunque tipo sia). Non mi piacciono i blog di scrittori e poeti,   presuntuosi , pedanti, egocentrici.  Non sopporto chi dal blog vorrebbe trasmettere cultura, sapere o anche solo i compiti di matematica. Mi sembra stupido pensare di usare un blog per fare informazioni, per dare notizie al mondo, se non si è dei veri giornalisti (e anche in quel caso… parliamone) Credo che sia inaccettabile aprire un blog per fare qualche soldi grazie alle pubblicità (e soprattutto utopico).

Ora bisognerebbe proprio che qualcuno mi ricordasse perché ho perso  922 volte  in media almeno una decina di minuti per volta (quindi almeno 9220 minuti, quasi 20 giornate lavorative ) per scrivere  post che non sopporto.

così tu impari

Oggi a Firenze è piovuto forte circa una mezz’ora.  Tutto allagato. Così tu impari ad avere un sindaco famoso. Con tutto quello che ha da fare mica può pensare alle tu’ foglie che intasano le fogne.

Sereno è

Oggi mi sono svegliata nervosa, con un briccico nel petto. Non chiedetevi cos’è un briccico ma lasciatevi cullare dal suo suono.Parlando con mio marito di cose qualsiasi urlavo così che credo di aver svegliato tutti i vicini. Ma perché non riesco a parlare a voce bassa? Tra i buoni propositi del 2013 ci metterò quello di parlare a voce bassa: a scuola le classi vicine seguono le mie lezioni, mica va bene. Chissà perché, mi pare così di inculcar loro meglio la matematica e di entrare meglio nel capoccione di mio marito prima di tutto per capire cosa contiene. Mica è vero, lo so. Secondo me è il DNA. io sono schiava del DNA. In barba agli americani, io non posso niente. Ovvero, un minimo intervallo di variabilità dentro il quale comando io c’è ma al di fuori di questo non ho accesso. Se voglio, posso diventare un cantante. Se voglio posso diventare un politico. Se voglio posso. Macché.

Se voglio posso non essere nervosa. Questo sì.  Mica è poco.

Vi auguro una domenica serena.

Profemate rasserenata.

 

 

 

effetti (collaterali?)

Mai sentito dire tante cose belle di Avvenire e Famiglia Cristiana. Tutti le difendono perché sono giornali seri, mica dicon cose solo per i cristiani, mica devon parlare solo di Cristo.

Che abbia davvero ragione AC quando dice che dovrebbero cambiar testata?

Mica sarà che hanno pagato AC perchè parlasse male di loro così tutti ne avrebbero parlato bene?

Io sto con Factum.

patate mascè

Quando io ero piccola la gente non si fidava delle previsioni meteo. Quando io ero piccola e pioveva forte la gente andava in strada a stasare le fogne. Quando c’è stata l’alluvione la gente si è rimboccata le maniche e si è messa a spalare il fango, ringraziando se qualche volontario li aiutava. Quando io ero piccola la mamma mi faceva sempre le patate mascè. Io invece sono faticona: ripenso alle patate mascé della mia mamma, la rimprovero che non me le fa più e lascio perdere perché mi sembra un bel lavoro farle. Oggi invece ho lessato le patate e in un batter d’occhio, schiacciate: un po’ di burro e un po’ di latte caldo: eccole lì, belle gonfie, morbide, buone. Che goduria.