Anche tu

I vecchi hanno bisogno di sorrisi più che di medicine. I vecchi non vogliono invecchiare. I vecchi sono egoisti come i bambini. I vecchi hanno voglia di giocare, colorare, pettinare le bambole. I vecchi non sanno se hanno mangiato. I vecchi devono ricordarsi che non si ricordano più granché. I vecchi hanno l’eternità davanti ma sanno guardare solo indietro. I vecchi si vergognano di essere vecchi. I vecchi quando possono fingono di essere giovani per stare ancora un po’ nel mondo. I vecchi sono cattivi. I vecchi sono brutti. I vecchi sono invidiosi. I vecchi non sono amati. I vecchi non sono rispettati. I vecchi non si devono vedere e non si devono sentire.

Una società che non ama i vecchi non ama se stessa.

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c’è la luna oggi

E’ una giornata che sei qui. Ti senti viva per inerzia. O per fede. Ti senti viva come un bimbo. Non importa quante rughe hai, né se la pelle è avvizzita, e nemmeno se i turbinati sono ingombri.

Sei qui e ti godi il mal di schiena, il respirare con la bocca, lo stomaco che borbotta. Sei qui e ti godi il riposo, i panini croccanti con l’uvetta che ti sei fatta da sola con il lievito madre.

Domani aprirai un nuovo blog per la classe: un nuovo tentativo destinato a fallire. Alla mia età non importa: i fallimenti alle mie spalle sono tanti, non si contano più. Alla mia età puoi adattarti a fallire. non dipendi dalle vittorie. Se Dio vuole. Puoi concederti di ammettere che non sei niente di che.

Puoi essere felice essendo niente di che: che scoperta! Puoi far del bene senza essere niente di che. Se fossi un niente di che nelle mani di Dio, non avrei bisogno di altro.

Ma io sono un niente di che nelle mani di Dio.

magdeburgo

Domani si torna a scuola. Banalità. Ma stavolta c’è un problema: non sono proprio sicura che sia passato natale, non sono certa di essere nel 2013. Questi giorni sono passati veloci come battiti di ciglia, pieni di tante cose ma poi quando cerchi di stringerli tra le mani ti ritrovi il vuoto. Vuoto come quello che mi sento dentro, un vuoto assoluto, che impedisce al mondo di entrare dentro di me, un vuoto che mi chiude con una forza immensa che nemmeno 12 cavalli riuscirebbero ad aprire. Se solo qualcuno riuscisse a trovare la valvolina, aprirla e, delicatamente, far entrare l’aria. Allora mi aprirei da sola.

Accidenti alla ruggine.

Così non si fa

Un blog non si può abbandonare così.

Dopo tutte le ore passate insieme, le urla, i sussurri, le risate, i sorrisi, i pianti, le domande, le certezze, le parole, i fatti… no, così non si fa.

E pensare che avrei tante cose da scriverti, tanti libri da raccontare, tanti film, tante storie di studenti, tante gonne di colleghe, tanti volti, tanti attimi, tanto di tutto, tanto di niente. Chi lo diceva? Ah sì, mi sembra Gabriella Ferri.

Avrei tante cose da chiederti, tante sensazioni da chiarirmi qui con te, tante parolacce da gridare al vento tanto per scaricarmi ma solo insieme a te.

Quante volte mi hai sgridato, strapazzato, fatto piangere, quante volte mi hai consolata, cullata, protetta.

Caro blogghino, ti confesso una cosa: non è che non scrivo perché ho altre cose da fare. Non ti tradisco con chissà quali occupazioni. Non è nemmeno che sono finalmente rientrata nel mondo delle persone normali. Non è che non ho niente da scrivere.

E’ che non ho voglia di scrivere. A volte mi pare di non aver voglia di fare niente, ma poi mi alzo e lo faccio. Ma è come se tutto gridasse: non è, non è… Mi ricorda Montale. O forse Guccini.

Caro blogghino, mi dispiace di essere una blogger così stupida, senza palle e senza attese dalla vita e dalla bloggaggine,  che non sa decidere se scrivere di nuovo sul serio magari farti diventare un impegnatissimo blog di knitting ché di cucina ce ne sono tanti, o invece ucciderti per sempre. Io sono contro l’eutanasia anche dei blog. Sto leggendo un libro sull’eugenetica che ti piacerebbe sentirti raccontare, ne sono certa. Anche se mi sa che sei un po’ addormentato anche tu…: te li sogni quei bei commenti di qualche anno indietro.

Adesso non ti buttare giù: guarda il cielo azzurro contro il bianco della neve e respira. Domani ti insegno un po’ di yoga.

Il venerdì santo è dato agli apostoli per far loro scoprire che ancora ponevano la speranza in se stessi.

Nonostante i miracoli, nonostante le tre tende, nonostante l’amicizia con Gesù.

Se ne sono andati, hanno rinnegato ma quando Gesù è tornato non ha fatto una parola di questo.

Mi ami tu?

Solo questo.

Mi ci vorrebbe un barattolo da 5 chili di nutella e dieci gradi meno e poi potrei fregarmene della perfezione e ritrovare il feeling con tutti quelli che mi stanno intorno.

Se ci mettete della granella di nocciole e un po' di mascarpone trovo l'armonia anche con i bidoni della spazzatura.