Naif.super

La mia vita è stata strana ultimamente. E’ arrivata a un punto in cui ho perso interesse per tutto.

(…)

Tutto mi pareva senza senso. Così, di colpo.

La mia vita, la vita degli altri, la vita di piante e animali, il mondo intero. Niente più quadrava.

(…)

Quello di cui avrei davvero bisogno è di un uomo più vecchio di me. Un maestro. Uno che possa dirmi qual è il senso delle cose.

Uno che mi chieda di eseguire dei compiti che giudicherei senza senso. Mi spazienterei e protesterei, ma li farei comunque. E alla fine, dopo mesi di duro lavoro, capirei che c’era un significato più profondo dietro a tutto, e che il maestro aveva fin dall’inizio un piano avveduto.

Di colpo sarei in grado di vedere grandi correlazioni. Di penetrare al di là delle apparenze.

Erlend Loe

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Quando viaggio mi piace avere qualcosa di interessante da leggere, per questo porto sempre con me il mio diario.

                                               Oscar Wilde

Finalmente ho capito perché tengo (approssimativamente) un blog.

Wislawa Szymborska

E’ morta pochi giorni fa Wislawa Szymborska poetessa polacca, premio Nobel per la poesia. Ricordate?

Sulla morte, senza esagerare

Non s’intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.

Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.

Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.

Occupata ad uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.

Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!

A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più di un bruco
la batte in velocità.

Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.

La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno finora, insufficiente.

I cuori battono nelle uova.
Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all’orizzonte.

Chi ne afferma l’onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.

Non c’è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.

La morte
è sempre in ritardo di quell’attimo.

Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.

— Wislawa Szymborska

Man tenere

Di più mi dispiaceva la distanza tra le loro frasi e le cose. Dicevano, anche solo a se stessi, parole che non mantenevano. Mantenere: a dieci anni era il mio verbo preferito. Comportava la promessa di tenere per mano, mantenere. Mi mancava.

                                                               I pesci non chiudono gli occhi, Erri De Luca

"Sì, speranza." disse Smythe. "Non vedete che speranza nascerebbe nel mondo se tutti sapessero che non viè niente che quello che abbiamo qui ora? Nessuna compensazione futura, nessuna ricompensa, nessun castigo." Il suo viso assumeva una certa folle nobiltà quando la voglia di fragola era nascosta. "Allora potremmo cominciare a mutar questo mondo in un paradiso"

"C'è un sacco di roba da spiegare prima" dissi io.

   Graham Greene, La fine dell'avventura

Lucca

A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario, mia madre ci parlava di questi posti.

La mia infanzia ne fu tutta meravigliata.

La città ha un traffico timorato e fanatico.

In queste mura non ci si sta che di passaggio.

Qui la meta è partire.

Mi sono seduto al fresco sulla porta dell’osteria con della gente che mi parla di California come d’un suo podere.

Mi scopro con terrore nei connotati di queste persone.

Ora lo sento scorrere caldo nelle mie vene, il sangue dei miei morti.

Ho preso anch’io una zappa.

Nelle cosce fumanti della terra mi scopro a ridere.

Addio desideri, nostalgie.

So di passato e d’avvenire quanto un uomo può saperne.

Conosco ormai il mio destino, e la mia origine.

Non mi rimane più nulla da profanare, nulla da sognare.

Ho goduto di tutto, e sofferto.

Non mi rimane che rassegnarmi a morire.

Alleverò dunque tranquillamente una prole.

Quando un appetito maligno mi spingeva negli amori mortali, lodavo la vita.

Ora che considero, anch’io, l’amore come una garanzia della specie, ho in vista la morte.

                                                                                                                          Ungaretti

Nell'imminenza dei quarant'anni

Il pensiero m'insegue in questo borgo

cupo ove corre un vento d'altipiano

e il tuffo del rondone taglia il filo

sottile in lontananza dei monti.

Sono tra poco quarant'anni d'ansia,

d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide

com'è rapida a marzo la ventata

che sparge luce e pioggia, son gli indugi,

lo strappo a mani tese dai miei cari,

dai miei luoghi, abitudini di anni

rotte a un tratto che devo ora comprendere.

L'albero di dolore scuote i rami…

Si sollevano gli anni alle mie spalle

a sciami. Non fu vano, è questa l'opera

che si compie ciascuno e tutti insieme

i vivi i morti, penetrare il mondo

opaco lungo vie chiare e cunicoli

fitti d'incontri effimeri e di perdite

o d'amore in amore o in uno solo

di padre in figlio fino a che sia limpido.

E detto questo posso incamminarmi

spedito tra l'eterna compresenza

del tutto nella vita nella morte,

sparire nella polvere o nel fuoco

se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.

 

Mario Luzi

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«Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso sull'animo, guardate le stelle o l'azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all'aria aperta e intrattenetevi, da soli, col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete»  

                                                                                                                       Pavel Florenskij