Nel televisore ci sono delle persone che si tuffano: hanno costumini rosa con perline e paillettes. Prendono voti da cinque persone che sembra se ne intendano.  Ma non faceva  Bim bum bam quel giurato lì a destra? Un signore con un vestito  bluette gessato parla con altri tipi con orribili vestiti grigi con cravatta blu. Dottore, procedure, morte fiscale, computer, signor Rossi, ira di Dio, dichiara pochissimo, dipendente, entrate, uscite, crisi, mercato fermo. Grandi spostamenti. Sono a favore della ricchezza, dicono. Vorrei vedere chi è a favore della povertà.  Cerco la crisi nelle pubblicità. Penso che si potrebbe fare a meno dell’ammorbidente, dei gioielli, della carne in scatola. Siamo il paese a più alta fibrillazione politica d’Europa. Forse abbiamo bisogno della cardioversione. Una tipa che ha lasciato l’università di filosofia ha trovato un impiego per SOLI 1500 euro al mese per fortuna con un orario flessibile così non perde le sedute psicoanalitiche e il corso di pilates . Dicono che è un film bellissimo ma a me sembra stupido. La Di Santo ti fa il culo tanto. Insegnare è il mestiere più bello del mondo. E si fa una cannetta nel letto con il foulard da malata terminale.Questi due a piedi nel deserto, invece, sono carini: passo zoppicante, zaini in spalla. Andrà tutto bene, dice lui. No, non è vero dice lei. Passa una macchina che non si ferma. Lui chiama Jim che la fa stare dietro di lui. Adesso dalla macchina esce un uomo insanguinato con un coltello conficcato nel torace. Il sangue non è rosso, direi marroncino, quasi arancio. O mioddioèlui dice lei. Denti sani per tutta la vita? pancia piatta dopo i pasti? Un bambino fa le bizze: il babbo lo prende in braccio ma non ce la fa perché una vecchia arpia con i capelli bianchi lo redarguisce violentemente perché lo ignori. Il bimbo scaraventa tutti igiochi: mi sa che ce l’ha con la vecchia arpia. Genitori non si nasce, si diventa. Facciamo vedere a tata Lucia come siamo bravi. Una tipa con i pantaloncini corti e una maglietta a pois strilla immersa in una buca al centro di un palcoscenico. Saluta. Meno male. Per la strada una bimba piange. Niente tata lucia. Un programma fortemente sconsigliato ad un pubblico di minori: disturbi intimi, rumori terribili notturni, lezioni sulla prostata. vestibulodinia. Una donna su dieci ne è affetta. . Questi dottori che vagano per le città sono inquietanti. Prurito irritante al sedere? Ragadi! Vite in apnea. Ma perché pensano che ci interessi stare nella vita di tutti? Il compleanno di Thomas: perché non mi hai invitato? Non è che mi piace… una botta. Per il regalo due euro diviso venti. Thomas ha espresso questo PIACIMENTO verso Noemi.

Voglio il Commissario Maigret.

Post e post-it

Sono stufa dei diari di mamme, nonne, zie e cugine:  di sapere quando il piccolo piange la prima lacrima o mette il primo dentino o gattona la prima volta. Sono stufa dei food blog con le belle foto colorate di piatti perfetti, con i racconti della loro preparazione (ovviamente perfetta) Sono stanca dei post delle prof che sanno fare le prof solo loro, che amano i loro ragazzi e odiano gli incompetenti dei colleghi. Non ne posso proprio più di chi mette su un blog per convincere i passanti a credere in dio, o nel diavolo, o in berlusconi o in grillo. Scappo via a 100 all’ora dai blog con le ali di presunte adolescenti leziose che si sentono incomprese. Odio i blog delle casalinghe insoddisfatte in cerca di emozioni che non trovano più nelle loro quattro mura di muro vero.  Non sopporto chi scrive post per fare outing. (di qualunque tipo sia). Non mi piacciono i blog di scrittori e poeti,   presuntuosi , pedanti, egocentrici.  Non sopporto chi dal blog vorrebbe trasmettere cultura, sapere o anche solo i compiti di matematica. Mi sembra stupido pensare di usare un blog per fare informazioni, per dare notizie al mondo, se non si è dei veri giornalisti (e anche in quel caso… parliamone) Credo che sia inaccettabile aprire un blog per fare qualche soldi grazie alle pubblicità (e soprattutto utopico).

Ora bisognerebbe proprio che qualcuno mi ricordasse perché ho perso  922 volte  in media almeno una decina di minuti per volta (quindi almeno 9220 minuti, quasi 20 giornate lavorative ) per scrivere  post che non sopporto.

Voglio essere fuoco

Giocare è una cosa seria. Giocare vuol dire che tu sei tutto lì, in quello che fai. Come i bambini quando giocano a mamma: mica fanno finta, loro sono la mamma. Non hanno altri pensieri, paure, desideri. Altrimenti non giocano.

Giocare vuol dire che tu sei quello che vuoi: la mamma, un cane, un uccello, l’aero. Io voglio giocare.  Voglio essere qui  quello che voglio, voglio essere stupida, giovane, voglio essere un’artista, una suora, una nonna. Voglio essere Amleto e Harry Potter, Bil Gates e un banchiere di Cipro, un amico del Papa che ha cenato con lui un mese fa, un troll di Grillo, il presidente della camera. Voglio essere il cielo rosso di un tramonto, la pioggia grossa e fitta che scende in un mattino grigio, la musica di un tango argentino, le parole di una poesia.

Voglio essere il cuore piccolo di un bambino e il cuore stanco di un moribondo.

Voglio essere le parole scontate di un politico, le parole buone di un prete. Voglio essere la tenerezza, la rabbia, l’intelligenza, l’amore, la solitudine, l’attesa, la gioia.

magdeburgo

Domani si torna a scuola. Banalità. Ma stavolta c’è un problema: non sono proprio sicura che sia passato natale, non sono certa di essere nel 2013. Questi giorni sono passati veloci come battiti di ciglia, pieni di tante cose ma poi quando cerchi di stringerli tra le mani ti ritrovi il vuoto. Vuoto come quello che mi sento dentro, un vuoto assoluto, che impedisce al mondo di entrare dentro di me, un vuoto che mi chiude con una forza immensa che nemmeno 12 cavalli riuscirebbero ad aprire. Se solo qualcuno riuscisse a trovare la valvolina, aprirla e, delicatamente, far entrare l’aria. Allora mi aprirei da sola.

Accidenti alla ruggine.

White Cliffs of Dover

Io sono sempre stata una frana in inglese: io leggevo e tutti ridevano. Così mi bloccavo ancora di più e, tra gli strafalcioni perchè non avevo studiato i nuovi vocaboli e quelli perché perdevo il controllo su quello che usciva dalla mia bocca, non si arrivava mai in fondo ad un paragrafo.  Se ripenso al mio inglese scolastico mi pare che non ci siano altro che due lezioni: quella del gatto che sta sopra e sotto la tavola e quella delle bianche scogliere di Dover. Veramente, pensandoci bene ne ricordo altre due: l’arcivescovo di Canterbury e una magnolia del giardino di una casa a Londra. E perfino una canzoncina: one for my master, one for my dan, one for the little on the leiv…

Tornando al punto, volevo dirvi che le ho viste. Sì proprio così.

No, non le pecore nere ma le bianche scogliere di Dover.  Sempre lì, bianche e visibili da più di 35 km, anche dopo 40 anni. Incredibile.  Esistono davvero.

Prossima tappa: la pecora nera.

Tutta colpa dei neutrini

Insomma, non si vergognano questi neutrini? io vorrei sapere come si sono fatti venire in mente di fare queste cose strane tipo andare più veloci della luce! Sono cose così poco signorili, così poco di moda… che se ne stiano nascosti dove sono stati fino ad ora, non dovrebbero far parlare così di sè e creare tanti problemi alla gente per bene, quella studiosa, quella laureata, quelle bene informata che sa tutto quello che si deve sapere dal gossip di Maria o do Barbara alle cavolate che fanno i politici, dai libri che si deve leggere a quello che si deve mangiare. Che la smettano i neutrini di sentirsi importanti, ché tanto tra pochi giorni nessuno si ricorderà più di loro. Dicono che si è dimesso quello che ha suggerito male alla Gelmini. Ma è rimasto presidente del Miur.  Tanti altri sparano cavolate ma non si dimettono da nulla. Confono relatività con relativismo, scienza con filosofia, ampliamento con distruzione. E poi, soprattutto accettate di non sapere che cosa dire una buona volta, accettate il fatto che esista tutto un mondo che voi ignorate, esistono cose che non si possono trattare come palline da ping pong e non è poi così strano che vengano sparate per 750 km attraverso la materia. Compresa la cassiera del supermercato che oggi parlava a gran voce male dei politici e ci infilato pèure la Gelmini che, assurdo, pensava, figuriamoci un po' che i neutrini venissero sparati per 750 km. Non ho osato dirle che mi sa che sia proprio così.

In un seme di anguria c'è già dentro il rosso della polpa, il verde striato della buccia, il bianco che li divide. C'è già dentro la diversa consistenza, il sapore dolce e quello aspro. C'è già dentro la forma e la dimensione. Ma il seme può morire senza dar vita al cocomero. O può lasciare una piantina stenta che non farà alcun frutto. O un misero frutto un po' rinsecchito. Chissà cosa saremmo noi se potessimo essere tutto quello che il seme contiene.

Ho fatto un patto con le mie emozioni: le lascio vivere e loro non mi fanno fuori

Oggi, appena è spuntato in me un briciolo di coscienza, prima ancora di aprire gli occhi, mi è venuta in mente una preghiera. Ieri pensavo che io non saprei guardare la realtà e me stessa senza pensare che c’è un Dio: incosciamente, anche quando lo metto in dubbio io affermo Dio presente nella mia vita e nel mondo.

Come un po’ mi sembra abbia fatto Vasco in questa richiesta a Dio di perdonarlo di non avere più fede in Lui. Non si chiede perdono a chi non esiste.

Una cosa, però: nessuno ci ha mai garantito una vita senza problemi stando con Lui. Mi sembra così tenera questa canzone: come il grido di un figlio adolescente nei confronti di una madre che lo ha deluso. Ma rinnegare sua madre sarebbe rinnegare un pezzo di sé.

E’ forte Vasco, si smitizza anche da solo con questi video che fanno di lui un uomo normale. Mi piacciono, gli uomini normali.

Rompiamo il ghiaccio…

Magari non quello del lago di Saint Moritz dove tutti ci camminano tranquilli ma vicino ci sono i salvagente per la gente che… rompe il ghiaccio.

Rompiamo il ghiaccio con la scuola nuova, dicevo. stamani mi sono presa una bella arrabbiatura: la prima in quelle mura. E mi sono arrabbiata pure con mio marito. L'ultima di una lunga serie. Che c'entra mio marito con la scuola?

Vi racconto tutto stile beatiful lab ( immaginate le immagini): profemate il 22 dicembre, ultimo giorno di scuola, getta il guanto e  non si alza dal letto; gli studenti che non ricevono i compiti per le vacanze gioiscono; il medico di profemate rilascia regolare certificato; profemate chiede a suo marito di consegnare, come protocollo richiede, il certificato alla segreteria della scuola pregandolo di fare una fotocopia prima; sbuffando il marito consegna; profemate controlla a parole la consegna; e tutti transitarono verso il Natale felici e contenti  . Stamani il segretario chiede a profemate il suddetto certificato; profemate ytelafona al marito che si incupisce e dice di non sapere a chi ha consegnato il certificato ma assicura di averlo consegnato; OVVIAMENTE niente fotocopia. Profemate ritorna in segreteria e chiede di cercalo dicendo che capita anche a lei ma…, la situazione precipita: una donna non meglio identificata dice che loro non hanno mai perso un certificato; profemate diceche da oggi non possono dirlo più; la donna riprende e dice che sì lo dic ancora; profemate le domanda: forse non mi crede? No non le credo risponde la donna. Profemate sente il sangue avviarsi al cervello e si avvia dal povero preside che è a mangiare al suo tavolinetto al bar e gli riversa contro tutta la sua rabbia verso la segreteria e verso suo marito che OVVIAMENTE non le da mai retta. Il povero preside dice di non preoccuparsi temendo per la salute mentale di profemate e tutti vissero felici e contenti. ma profemate ripensa alla  donna e a suo marito e gli telefona dicendogli di andare a controllare chi era la persona alla quale aveva consegnato il certificato che non le andava di passare da scema e rinfacciandogli ancora una volta che non fa mai quello che lei le chiede come lei glielo chiede.profematemarito si arrende e dice che ci penserà lui. profemate tace ma rabbrividisce: queste parole sono auspicio di terribili nefandezze. Mal voluto non è mai troppo.