nella terra degli uomini

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La vita esigenza di felicità

Stavo per parlavi di quanto è buono il caffè della mattina, di come sono belle e profumate le piantine nuove sul davanzale della cucina ma è troppo poco. Voglio farvi incontrare questa persona , Elvira.

Pochi giorni prima di sentirla parlare al Meeting di Rimini, avevo sentito di una persona, amica di amici, che aveva saputo che suo figlio era morto prima ancora di nascere dentro la sua pancia a 38 settimane di gravidanza. Io dentro di me pensavo: come può partorire un figlio ormai morto? E pensavo solo al tempo che ci avrebbe messo a dimenticare tutto.  mentre ascoltavo Elvira parlare mi son sentita stupida e cattiva ma non capivo bene perché. Quando sono tornata mi hanno raccontato di questa donna che raccontava del suo parto e di suo figlio in un modo che tuttora mi da i brividi, ma che era molto simile a quello che racconta la dottoressa  Elvira Parravicini. E ho capito perché mi sentivo stupida. Non riesco ad esser chiara ma + come se non riuscissi a parlare di certe cose perché le parole quando escono sono già di meno di quello che vorrei dire.

Se avete mezz’ora guardate  questo  video dal minuto 15 al 49, ascoltate la sua voce, guardate le foto e ditemi cosa dicono al vostro cuore, per capire se davvero il cuore è uguale per tutti. E non lasciate che vi scandalizzi che parli di un Altro con la lettera maiuscola: se non credete che esista un Altro sostituitelo con  caso, natura… e andate avanti.

Se poi avete tanta fretta guardate questa piccola intervista. Anche se mi sa che poi vi verrà voglia di vedere il video.

Ho fatto un patto con le mie emozioni: le lascio vivere e loro non mi fanno fuori

Oggi, appena è spuntato in me un briciolo di coscienza, prima ancora di aprire gli occhi, mi è venuta in mente una preghiera. Ieri pensavo che io non saprei guardare la realtà e me stessa senza pensare che c’è un Dio: incosciamente, anche quando lo metto in dubbio io affermo Dio presente nella mia vita e nel mondo.

Come un po’ mi sembra abbia fatto Vasco in questa richiesta a Dio di perdonarlo di non avere più fede in Lui. Non si chiede perdono a chi non esiste.

Una cosa, però: nessuno ci ha mai garantito una vita senza problemi stando con Lui. Mi sembra così tenera questa canzone: come il grido di un figlio adolescente nei confronti di una madre che lo ha deluso. Ma rinnegare sua madre sarebbe rinnegare un pezzo di sé.

E’ forte Vasco, si smitizza anche da solo con questi video che fanno di lui un uomo normale. Mi piacciono, gli uomini normali.

Ho visto un film… anzi potrei rivederlo stasera

Stasera alle 23.55 su un canale che non mi ricordo trasmettono Paradise Road. Orario improbabile, di una domenica notte quasi estiva. Eppure a me quel film è piaciuto.

Una Glenn Glose spigolosa come al solito che incontra una rotonda e morbida missionaria: due donne diverse di fronte ad una realtà terribile che non fa sconti a nessuno. Una spontanea capacità di amare chi non t'ama, di amare la realtà anche quando fa male in una, la rabbia di fronte alla realtà ostile che diventà capacità di costruire qualcosa che rende liberi da subito chi ci si accosta, nell'altra. Le due cose si incontrano senza mai fondersi.

Forse mi è piaciuto perché dentro di me c'è un po' dell'uno e un po' dell'altra e, anche senza aguzzini, sento che continuamente si chiedono, si parlano, si stupiscono l'una dell'altra.

Impegni di fine anno

Sembra facile dire scrutini. Banale addirittura inserire i voti. Fare le medie una bazzecola. E invece no: nient'affatto. Se lo pensate, ve lo devo dire, siete proprio degli sprovveduti.

La media in statistica è qualsiasi numero compreso tra il più piccolo e il più grande. Figuratevi: si può fare la media aritmetica, geometrica, quadratica, perequata. Tanto per dirne alcune. Io non la faccio proprio così non snaglio. Ma per la serenità dei miei studenti (alias studentesse) ho passato la mattina a fare medie, anzi a farle fare a loro. Risultato: l'anno prossimo devo insegnare loro ad usare la calcolatrice. Così rasserenate dalle loro stesse medie si sono messe l'animo in pace.

Per inserire i voti devi avere la pssw, il nome utente, un computer che funzioni e tanta pazienza. Incrociando le dita perché non si interrompa il collegamento con il sito che funzionatantobenema.

Il qualche scuola si portano i voti come stanno: 5+, 4-,5/6 per poter poi vedere insieme com'è la situazione. Pro: non si creano situazioni sbilanciate in partenza. Contro: ci vuole un visibilio per risistemare i voti al pc. in altre scuole si portano i voti interi, già aggiustati dai prof. Pro. si fa molto prima a fare gli scrutini. Contro: spariscono senza lasciar traccia gli aiuti nelle singole discipline. Io quest'anno ho fatto un misto, così non ci capisco più niente nemmeno io.

Scrutini… beh … quelli non si possono raccontare, segreto professionale.

Vinile

Stasera c'è Sanremo. Io di Sanremo ricordo la famiglia tutta riunita, i foglietti preparati con i nomi delle canzoni e dei cantanti e la colonna per mettere i voti, ché volevamo anche noi provare l'ebrezza di partecipare, anni luce prima del televoto. Ricordo i giornalini con i testi delle canzoni che ci imparavamo a memoria prima di Sanremo. E appena finito Sanremo andavamo a comprare i 45 giri al negozio sotto casa e tutti dovevano dire quello che volevano. Mi ricordo che Claudio Villa mi sembrava così vecchio. Mi ricordo il babbo che faceva il tifo per Orietta Berti: 'Ecco la mia' diceva quando saliva sul palco. Mia sorella invece si pettinava come Gigliola Cinquetti e mia mamma diceva: 'Come Mina non c'è nessuno'. Mia nonna scuoteva il capo e mormorava 'Non ci sono più i cantanti di una volta…'

Ricordo lo sgomento che provocò Caterina Caselli mentre urlava col suo casco d'oro 'Nessuno mi può giudicare nemmeno tu!', ricordo mio zio che diceva: 'sono canzoni per giovani' ed io mi sentivo felice perché ero solo una bambina e a me piaceva. Ricordo il playback di Bobby Solo, le pietre di Antoine, i 1111 buchi del signor Bartolomeo, la casa bianca di Marisa Sannia, ricordo l'avventura di Battisti e il suo foulard bianco svolazzante intorno al collo. Ricordo Celentano e Claudia Mori, ricordo la prima volta di zucchero e quella di Vasco. Ricordo il cuore matto di Little Tony, le montagne verdi di Marcella, la piazza grande di Dalla, i volti da bambini di Nada e Rosalino Cellamare quando cantavano 'Pà diglielo a mà che la porto nel cuore che non la scorderò…' ed io sarei voluta scappare di casa solo per assomigliar loro. Ricordo un sacco di cose. Ricordo anche questo: